
Categoria: animali e piante




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Categoria: elfi e fiabe

Un giorno il buon Dio, travestito da viandante, bussò alla porta di una piccola casa e chiese ospitalità. Venne accolto da una famiglia numerosa ma così povera da non avere di che vestire i figli. Padre e madre si vergognavano di ciò e presentarono allo straniero solo la metà dei loro bambini. Dio li trovò amabili e chiese alla madre se ne avesse altri oltre a quelli. La donna rispose di no. Naturalmente il buon Dio sapeva benissimo che aveva altri figli e domandò ancora: "Mia buona donna, mi hai davvero presentato tutti i tuoi figli?". "Certamente - mentì la donna sorridendo -Non sono forse abbastanza?". Dio si accontentò di questa risposta e si sedette a tavola per la cena. Notò che quella famiglia era molto pia: ringraziava il Signore per il cibo e, nonostante fosse appena sufficiente per loro, lo condivisero con lo straniero. Dio notò anche che tutti i bambini si misero in tasca un po' di pane secco da portare ai loro fratelli e sorelle nascosti. Il giorno seguente, prima di andarsene, Dio disse alla famiglia tanto ospitale: "Ciò che è stato nascosto a me verrà nascosto anche agli occhi degli estranei". Da quel momento, i bambini nudi diventarono invisibili; i genitori li percepivano e gli altri uomini potevano vederli soltanto quando lo desideravano i bimbi stessi. Dio diede ai bambini dei fiori, con i quali poterono vestirsi, e da allora non patirono più il freddo. Essendo invisibili, dovevano fare attenzione a non essere calpestati, e, per questo, Dio diede loro le ali, affinché potessero spiccare il volo in fretta al minimo pericolo. Quei bambini gli erano molto affezionati e Dio fece loro molti altri doni, che gli uomini comuni non possedevano. Potevano parlare con i fiori e gli animali, e trovavano sempre cibo per saziarsi e vivere in buona salute. I bambini invisibili crebbero ed ebbero dei figli, che a loro volta ebbero altri figli. Facevano del bene agli uomini senza farsi vedere, anche se talvolta si divertivano a far loro qualche scherzo. Vivevano nelle grotte, negli alberi, in riva ai fiumi; i più piccoli riuscivano persino ad abitare sulle corolle dei fiori. Gli uomini li battezzarono Elfi. Mentre gli uomini sfruttavano la terra, gli Elfi diventarono gli spiriti della natura e talvolta intervenivano per contrastare le azioni degli uomini irrispettosi dell'ambiente. Gli Elfi si manifestano di rado: non hanno molto spazio sulla terra per eseguire le loro danze e per celebrare i loro riti. Sono sempre in grado di vedere gli uomini; per contro, noi possiamo vedere gli Elfi soltanto quando loro lo desiderano....



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Categoria: elfi e creature magiche

Nel folklore inglese e scozzese, i brownie o broonie (detti anche ùruisg o brùnaidh in lingua gaelica scozzese) sono creature fantastiche simili a elfi. L'aspetto esteriore dei brownie non è ben definito come per altre creature del folklore inglese e irlandese (per esempio i leprechaun). Sono talvolta descritti come ometti gioviali, dai lunghi capelli biondi, che indossano vestiti spesso trasandati (e in particolare una cuffietta blu) e hanno lunghi bastoni da passeggio. Altre rappresentazioni li ritraggono come piccoli e con orecchie a punta, e vestiti di marrone. In ogni caso, non tutte le persone sono in grado di vederli, ed è estremamente raro che un brownie interloquisca con un essere umano. Esistono differenti tipi di Brownie: quelli di pianura non hanno il naso, mentre quelli di montagna possono essere privi delle dita dei piedi e di quelle delle mani. La tradizione vuole che i brownie vivano nelle case degli esseri umani e, nottetempo e di nascosto, si occupino delle faccende domestiche in cambio di piccoli regali o di cibo. In molte dimore tradizionali inglesi al "brownie" di casa veniva riservata una sedia accanto al camino, talvolta addirittura un'intera stanza. Di notte sorvegliano le greggi e mietono il grano per gli uomini (saranno loro gli autori dei "cerchi"?);sono quindi ottimi giardinieri(pare che riescano a rendere fertile il terreno più arido),ma anche distillatori di whisky e fortissimi bevitori di birra! Come molti altri folletti, i brownie sono rappresentati come esseri dal carattere difficile, suscettibili, e propensi, se contrariati, a diventare vendicativi. In particolare, non apprezzano che si alluda a un "pagamento" per i loro servigi: il rapporto con i padroni di casa deve rimanere su un piano di disinteressata, reciproca cortesia. Secondo alcune fonti, detestano anche ricevere in dono abiti; amano invece formaggi e latticini (in particolare latte, panna e focacce spalmate col miele). C’è anche la variante femminile del Brownie, è la Bean-Tighe, una piccola donna minuscola e anziana con addosso degli abiti pesanti e fuori moda, ma con un viso gentile e molto amichevole. Governare fa parte di lei, del suo carattere; bada con serenità e gioia i bambini e i piccoli animali di casa. Si trova nelle case di campagna, accanto ad un caminetto, in cambio di quello che fa vuole solamente delle fragole fresche e dei dolcetti. Sebbene siano principalmente elfi domestici, i brownie si spingono anche nei luoghi aperti, in particolare allo scopo di tenere grandi assemblee, in cui parlano concitatamente, ad alta voce, spesso presso cascate e torrenti, cosicché le loro voci si sovrappongono e si confondono con il frastuono dell'acqua. È possibile che questo aspetto del mito riconduca a una derivazione della figura del brownie da più antichi "spiriti dei torrenti", oppure che queste due figure leggendarie, originariamente forse distinte, siano confluite in un secondo tempo.



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Categoria: elfi e leggende




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Categoria: elfi e fiabe

Tanto tempo fa,sulla terra non vi erano troppe differenze tra le piante, se non quelle relative al tempo.Le piante che erano nate prima,e quindi più adulte, chiacchieravano tra di loro, e le nuove si guardavano intorno incuriosite. La Novità, una particolare fata delle piante, già da tempo girava irrequieta tra la flora, senza riuscire a capire il perché di quel nervosismo. La fata percepiva che stavano cambiando le cose, e non sarebbe stata proprio lei a tirarsi indietro di fronte a quel cambiamento. Nei giorni seguenti, la forza del vento aumentò gradualmente, sempre di più. Tanto aumentò che le piante più piccole, più delicate cercarono riparo tra quelle più adulte.Ci fu una grande migrazione,con le giovani piante che si divertivano da morire, rincorrendosi e girando intorno alle piante più adulte. A tutta quella festa alcune piante adulte reagirono bene, riscoprendosi anche loro "bambine" e partecipando alla gioia, altre, prima pian piano, poi sempre più manifestamente, cominciarono a dare segni di fastidio. Cominciò cosi' un'animata discussione sull'argomento, che portò le grandi piante a dividersi in due settori di opinione: quelle che amavano la gioia delle giovani piante e quelle che ne erano infastidite. Il vento,che ascoltava senza esser visto,comprese l'origine della contesa, e decise che occorreva far rinascere nelle ultime qualcosa che si era perduto. Soffiò con sempre maggiore forza, sino a creare nelle piante una sorta di sonnolenza, di dormiveglia, quello che in seguito sarà chiamato il letargo. Al risveglio,le piante sentirono,con la percezione propria di ognuna, che qualcosa in loro era cambiato. I giorni passavano, mentre il cambiamento prendeva piede, con grande gioia della nostra fatina, e diventava parte dell'esistenza; il clima divenne più fresco, infine più freddo, ed alcune piante,in particolare quelle che erano rimaste infastidite dalle grida delle piante più giovani, cominciarono a sentirsi vecchie, ad addormentarsi e perdere le foglie, mentre le altre rimanevano verdi, in virtù della loro propensione alla vita. Fu così che nacquero le piante che perdevano le foglie nel periodo freddo, per poi rinascere con i tepori di quella che verrà chiamata la primavera. In questo modo,quelle piante che, tutte prese da se stesse, avevano dimenticato la bellezza di tornare bambine, lo avrebbero ricordato in continuazione: ogni anno avrebbero ricoperto il terreno dei gioiosi colori del tempo, per poi riassaporare il vigore della gioventù con l'inizio della nuova stagione.



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вєиνєиυтσ єℓfι¢σ
мαρρα ѕιтσ
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αℓвυм νιѕιтαтσяι
¢нє αℓвєяσ ѕєι?
ιиνια υиα є-¢αя∂
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αffιℓιαтι ℓιикѕ
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ѕρє¢ιαℓ ℓιикѕ
∂ιяє¢тσяу вαииєя
¢яє∂σ мєzzєℓfι¢σ
ι νσѕтяι яєgαℓι
му αωαя∂ѕ
αяяινє∂єя¢ι!

υѕ¢ιтα
¢ιя¢υιтσ вαииєя
νιѕιтαтσяι ∂ι єℓνєиραтн
єℓνєиραтн ѕєαя¢н

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