-Mamma,posso vedere gli Elfi?


-Certo che puoi vederli,cara, quando vuoi...basta che ti inoltri nei boschi...


-Ma...io ci sono stata nei boschi,e non li ho mai visti!


-E allora ascoltami...
entra nei boschi con la fantasia,e non dimenticarti il rispetto...
Cancella dal tuo cuore la cattiveria,l'arroganza e la supponenza...e non solo potrai vederli, ma anche ascoltarli!

fιαвα ∂'αυтυииσ

martedì, 03 novembre 2009 alle 15:17

Categoria: fiabe del bosco


 
Tanto tempo fa,sulla terra non vi erano troppe differenze tra le piante, se non quelle relative al tempo. Le piante che erano nate prima,e quindi più adulte, chiacchieravano tra di loro, e le nuove si guardavano intorno incuriosite. La Novità, una particolare fata delle piante, già da tempo girava irrequieta tra la flora, senza riuscire a capire il perché di quel nervosismo. La fata percepiva che stavano cambiando le cose, e non sarebbe stata proprio lei a tirarsi indietro di fronte a quel cambiamento. Nei giorni seguenti, la forza del vento aumentò gradualmente, sempre di più. Tanto aumentò che le piante più piccole, più delicate cercarono riparo tra quelle più adulte. Ci fu cosi' una grande migrazione,con le giovani piante che si divertivano da morire, rincorrendosi e girando intorno alle piante più adulte. A tutta quella festa alcune piante adulte reagirono bene, riscoprendosi anche loro "bambine" e partecipando alla gioia, altre, prima pian piano, poi sempre più manifestamente, cominciarono a dare segni di fastidio. Cominciò cosi' un'animata discussione sull'argomento, che portò le grandi piante a dividersi in due settori di opinione: quelle che amavano la gioia delle giovani piante e quelle che ne erano infastidite. Il vento,che ascoltava senza esser visto,comprese l'origine della contesa, e decise che occorreva far rinascere nelle ultime qualcosa che si era perduto. Soffiò con sempre maggiore forza, sino a creare nelle piante una sorta di sonnolenza, di dormiveglia, quello che in seguito sarà chiamato il letargo. Al risveglio,le piante sentirono,con la percezione propria di ognuna, che qualcosa era cambiato. I giorni passavano, mentre il cambiamento prendeva piede, con grande gioia della nostra fatina, e diventava parte dell'esistenza; il clima divenne più fresco, infine più freddo, ed alcune piante,in particolare quelle che erano rimaste infastidite dalle grida delle piante più giovani, cominciarono a sentirsi vecchie, ad addormentarsi e perdere le foglie, mentre le altre rimanevano verdi, in virtù della loro propensione alla vita . Fu così che nacquero le piante che perdevano le foglie nel periodo freddo, per poi rinascere con i tepori di quella che verrà chiamata la primavera. In questo modo,quelle piante che, tutte prese da se stesse, avevano dimenticato la bellezza di tornare bambine, lo avrebbero ricordato in continuazione: ogni anno avrebbero ricoperto il terreno dei gioiosi colori del tempo, per poi riassaporare il vigore della gioventù con l'inizio della nuova stagione.


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ℓα fєѕтα ∂ι ѕαмнαιи

mercoledì, 14 ottobre 2009 alle 17:18

Categoria: feste celtiche


Samhain
 
 La tradizione di Halloween risale alla festa di Samhain(che tradotto significa "la fine dell'estate" ), con la quale si celebrava l'anno nuovo presso l'antico popolo celtico. Samhain cadeva alla fine di Ottobre ed era una delle due " notti degli spiriti ":l'altra era Beltaine. In queste due feste si pensava infatti che le porte dell' "annwn" (regno degli spiriti) e del "sidhe" (regno delle fate) fossero aperte. Una leggenda irlandese riferisce che in questo periodo tutte le persone morte l'anno precedente tornassero sulla terra,in cerca di nuovi corpi da possedere per l'anno successivo. Così nei villaggi si spegneva ogni focolare,per evitare che gli spiriti maligni soggiornassero nel villaggio. Il rito principale consisteva nello spegnere il Fuoco Sacro sull'altare e riaccendere il Nuovo Fuoco il mattino seguente. Questo simbolizzava l'arrivo del Nuovo Anno. Quando il mattino giungeva, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia,che provvedeva a riaccendere il focolare domestico. Secondo la tradizione popolare,inoltre, nella notte di Samhain si praticavano diversi riti divinatori. Vi erano in particolare due riti: quello dell'immersione delle mele e quello dello sbucciare la mela. L'immersione delle mele era una divinazione per un matrimonio: la prima persona che mordeva una mela galleggiante si sarebbe sposata l'anno seguente. Sbucciare la mela era una divinazione sulla durata della vita. Più lungo era il pezzo di mela sbucciato senza romperlo, più lunga sarebbe stata la vita di chi la sbucciava. In Irlanda, il piatto tipico di Samhain è il cosiddetto "colcannon"(che vuol dire"cavolo chiazzato"):è una ricetta fatta con purè di patate, cavolo tritato e cipolla, servito caldo con molto burro. Solitamente al suo interno si nascondeva una moneta: il fortunato che la trovava nella sua fetta, avrebbe avuto prosperità per l'anno che doveva iniziare. Come altre feste celtiche,anche quella di Samhain  passò nella cultura cristiana, dopo che i romani sottomisero i Celti, e quando, più tardi, la Roma cattolica cercò di convertirli. Divenne però chiaro alla Chiesa che i Celti, nonostante la loro apparente sottomissione alla cultura cristiana, continuavano ad aderire testardamente ad alcuni elementi del loro vecchio credo. Cosi', all'incirca nel settimo secolo A.C., la Chiesa spostò il giorno di Ognissanti, una festa che onorava il martirio dei primi cristiani, da maggio al primo novembre, in modo da unirla agli antichi rituali druidici del 31 ottobre. Da allora,in questa giornata si onorarono tutti i morti, non solo i primi santi cristiani, rinforzando così l'associazione con le celebrazioni celtiche. Con il passare del tempo,gli antichi spiriti di Samhain, che una volta venivano ritenuti selvaggi e potenti, assunsero un connotato nettamente diabolico e malvagio. La chiesa affermava infatti che gli dei e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche costituissero delle manifestazioni del diavolo, volte a condurre l'uomo verso l'adorazione di falsi idoli. Così cominciarono ad apparire rappresentazioni di fantasmi, scheletri,streghe e di altre creature maligne. E' certo che questa esportazione abbia fatto perdere il carattere e l'essenza vera e propria di questa festa, trasformandola nella notte di Halloween,una sorta di party celebrativo per gli esseri soprannaturali e diabolici,il cui leader indiscusso è sicuramente Jack o Lantern, uno spiritello burlone che la notte di Halloween appare sulla Terra, illuminandosi la strada con una candela ricevuta in dono dal diavolo. Affinché la candela non si spenga, Jack la nasconde dentro una zucca vuota. Quella stessa zucca che, con il passare del tempo, è divenuta il simbolo di Halloween in tutto il mondo.
 

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∂яια∂ι є αмα∂яια∂ι

martedì, 25 agosto 2009 alle 15:15

Categoria: creature e popoli magici


   
 
"Ascolta, boscaiolo, ferma il braccio:
legno solo non è quello che abbatti,
non vedi il sangue sgorgare dalle Ninfe che vivono
nei tronchi dalla dura scorza? Sacrilego assassino,
se s’impicca un ladro per un bottino di scarso valore quanto più tu meriti, o malvagio, e ferro e fuoco
e morte e patimenti."

PIERRE
DE RONSARD
(1524-1585)

 

Nella mitologia greca le fate della terra si chiamavano Driadi ed erano le ninfe dei boschi, figlie di Nerèo e di Dori.Sono conosciute anche come fate degli alberi,e non a caso gli è stato dato questo nome, perchè tali fate si possono trovare solo vicino al loro albero (dryas= quercia). Le driadi sono ninfe che vivono nei boschi e ne incarnano la forza e il rigoglio vegetativo. Sono descritte come bellissime fanciulle e molto intelligenti. Sono anche timide e non violente, misteriose e selvagge. La loro pelle è simile alla corteccia di un albero,i loro capelli ricordano le foglie e cambiano colore a seconda della stagione: in primavera e in estate hanno la pelle color ambra e i capelli verdi, in autunno color rosso oro e in inverno bianca. Hanno occhi luminosi, abiti fatti di foglie di colore verde o marrone, per confondersi con gli alberi e la terra. Difendono gli alberi da chiunque voglia danneggiarli, tanto da arrivare al punto di chiedere aiuto ai cavalieri di passaggio nei boschi contro i taglialegna che minacciano la loro foresta. Le Amadriadi sono ninfe dei boschi, che nascono e muoiono, a differenza della driade che è immortale, insieme con l'albero che le è sacro. Poiché l'Amadriade moriva quando il suo albero crollava, spesso gli dei punivano chi aveva causato quella distruzione. Le driadi e le amadriadi sono spesso raffigurate come bellissime fanciulle dalla vita in su,mentre la parte inferiore è costituita dal tronco e dalle radici dell'albero.Le driadi sono in grado di spostarsi da un albero all'altro come più gradiscono e spesso si radunano negli alberi più vecchi e robusti,mentre le amadriadi restano inestricabilmente attaccate all'albero in cui vivono. Quando si è in un bosco e si ha la sensazione di essere spiati o seguiti, potrebbero essere queste timide fate che ci stanno osservando. Se poi vengono sorprese spariscono all’improvviso, lasciando ai nostri piedi una ghianda o un sasso dalla strana forma,come regalo e portafortuna.


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Lυgниαѕα∂

sabato, 08 agosto 2009 alle 19:21

Categoria: feste celtiche


Lughnasad


La festività celtica di Lughnasad è una festa di ringraziamento per il raccolto e viene chiamata anche “Festa del Grano”. Lughnasad (in Irlandese moderno “Lúnasa”, il nome gaelico del mese di Agosto) è una festività  che cade tra la sera del 31 di luglio e la sera del 2 di agosto, nel pieno del calore estivo. Questo è il periodo del raccolto dei cereali per i paesi celtici del nord Europa, dove la maturazione avveniva più tardi. Lughnasad era una delle quattro feste principali della religione celtica e il suo nome significa “commemorazione o assemblea di Lugh”. Secondo la tradizione,era dedicata a Lugh, il dio del Sole della mitologia celtica, nonchè dispensatore delle messi abbondanti. Secondo la mitologia irlandese,la madre adottiva di Lugh, Tailtiu,si affaticò per preparare le pianure irlandesi all’agricoltura e così morì, dopo aver chiesto che la pianura diventasse la sua tomba. Lugh ordinò che gli uomini di Irlanda tenessero una festa annuale all’anniversario della sua morte. Lughnasad era la festa più popolare e più sociale, a cui partecipavano proprio tutti, perfino le tribù in guerra, che facevano una pausa di due giorni. Le celebrazioni  potevano durare anche un mese. Oltre ai giorni dedicati ai rituali religiosi (che indicativamente erano tre), in antichità questo era il tempo per le grandi assemblee delle tribù, in occasione delle quali si svolgevano le grandi fiere e le gare di forza e abilità fra campioni che giungevano anche da molto lontano. Un’usanza antichissima, che persiste ancora oggi in alcuni paesi (come la Bretagna e la Scozia), era di lasciare incolto un pezzo di ogni campo, a disposizione dello spirito della terra; al momento della mietitura si offriva un fascio di spighe, che veniva posato sul pezzo di terreno incolto. Il fascio era prelevato dall’ultimo covone; da questo si toglieva un pugno di chicchi, da mescolare ai semi della nuova semina autunnale, simbolo di continuità tra la vita e la morte. L’ultimo covone era il simbolo del dio del grano che moriva, per cui tutti gli scagliavano addosso gli attrezzi, così che nessuno sapesse chi aveva ucciso il dio. Nelle tradizioni irlandesi, ereditate dalle antiche Leggi del Brehon (un codice medievale di legislazioni), Lughnasadh era anche il momento per celebrare i matrimoni e gli sposi eseguivano particolari danze rituali prima di essere uniti dai genitori. Nelle zone più rurali dell’isola, le Gaeltacht, alcune comunità irlandesi continuano a celebrare la festa con danze e fuochi propiziatori.



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ιℓ ℓєρяє¢нαυи

venerdì, 03 luglio 2009 alle 12:20

Categoria: creature e popoli magici


(Posta su Segnalo)


Ci sono diverse teorie sull'etimologia del nome"Leprechaun".Una delle maggiormente accreditate dice che deriva dal gaelico moderno, dove la parola leipreachán significa "piccolo spirito".Un'alternativa (data dall'Oxford English Dictionary) lo fa derivare da leath bhrógan, cioè "ciabattino", perché queste creature sono spesso rappresentate nell'atto di riparare scarpe e sono considerate i "calzolai fatati" d'Irlanda. Nell'iconografia classica viene rappresentato come un piccolo uomo,alto meno di un metro, con una giacca a falde color verde smeraldo, che indossa un cappello a tricorno,detto"Tam o'shanter", un grembiule da lavoro in pelle, un panciotto di lana, pantaloni alla zuava, calze al ginocchio, scarpe di pelle con fibbie d'argento e redingote. Ha la barba, fuma la pipa e porta a tracolla una borsa, contenente un unico scellino che ricompare subito dopo essere stato speso!Sono spesso dipinti come creature innocue e schive, che vivono in solitudine in località sperdute, e il cui passatempo è costruire scarpe per il popolo delle fate e per se stessi.Tra le credenze più diffuse c'è quella secondo cui, come gli gnomi, siano estremamente ricchi e che siano soliti occultare tesori in località nascoste, rivelate solo a coloro che riusciranno a catturare e interrogare il leprechaun con domande specifiche. In genere,il Leprechaun lo s'incontra appena prima dell'alba o poco dopo il crepuscolo. Quando gli umani lo sorprendono in un luogo deserto, lo tormentano per convincerlo a cedere loro la sua borsa di monete d'oro o a condurli a un giacimento d'oro. Ma con l'astuzia e con l'inganno, solitamente è il Leprechaun a farsi beffe dei suoi rapitori e a fuggire. Il solo modo per intrappolare un Leprechaun è fissarlo senza mai distogliere lo sguardo. Molti racconti narrano della sua abilità ad imitare le voci delle persone care a chi lo ha catturato, per distrarle e mettersi in salvo. Molte sono le storie di eroi umani superati in arguzia da queste creature.Una nota leggenda sugli gnomi racconta di un uomo (talvolta di una donna) che sorprese un Leprechaun mentre lavorava ad una calzatura e,catturandolo, decise di non liberarlo finché non lo avesse portato dove teneva l'oro. Il prigioniero accompagnò l'uomo a un antico fortino circolare e gli mostrò una grande erba di San Giacomo,dicendogli: "Scava qui sotto domattina e troverai una miniera d'oro". E aggiunse: "Aspetta,meglio lasciarci un segno. Prendi la mia giarrettiera e annodala attorno all'erba di San Giacomo,così domani saprai dove scavare." Il tipo seguì ingenuamente le sue istruzioni lasciandolo andare. Quando la mattina dopo tornò sul posto, trovò un'amara sorpresa: ad ogni erba di San Giacomo del campo c'era una giarrettiera rossa annodata; migliaia di giarrettiere della stessa misura e dello stesso colore.Un'altra leggenda racconta che il Leprechaun nasconda il suo oro alla fine dell'arcobaleno:da quell'oro infatti l'arcobaleno prenderebbe l'energia necessaria per creare i suoi colori. Per questo motivo si dice che se un uomo riuscisse a rubare al Leprechaun tutta la pentola d'oro, si vedrebbero giorni tristi nel mondo,perché rimarrebbe privo di colori....Almeno fino a quando il Leprechaun non troverebbe un'altra pentola piena d'oro! Negli anni questo folletto é anche diventato simbolo d'Irlanda,assieme al trifoglio.


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ℓєgєи∂ σf єℓνєиραтн

 
Narra la leggenda
di Thingol Grigiomanto, un eroe elfico proveniente dalla città di Doriath.

Passò alla storia quando annientò la terribile strega Rea-Lity, con l'aiuto del fido Luhin, il suo magico arco.

La leggenda narra inoltre che il valoroso Elfo , al ritorno dalle sue celeberrime gesta, fondò la mitica "Elvenpath", una terra favolosa in cui si dice che le creature magiche vivano in armonia tra loro ed in simbiosi con la natura...

Pochi hanno potuto raccontare di averla vista, ma il nome di Elvenpath continuerà a vivere per sempre nell'animo e nel cuore di chi mai smetterà di credere alla forza dei propri sogni...

¢σитαттαмι

scrivimi

ι ¢αи¢єℓℓι ∂ ι єℓνєиραтн

 
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¢αℓα ιℓ ѕσℓє
є ℓα иσттє νι αттєи∂є

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ℓ'σѕ¢υяιтà,
ℓα иσѕтяα ρσятα αρяιтє

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ι иєяι oитαиι
є∂ ι ѕαℓι¢ι
¢αиυтι

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Bubo the guardian
 
Attento straniero!

Nell'oscurità

il mio occhio vigila fiero!

Bada dunque!

Rispetta il bosco

e le sue creature,

se vuoi che

le tue ricerche qui'

siano men dure!


In fede:

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¢яє∂σ мєzzєℓfι¢σ

  Credo che tutta la natura sia popolata di esseri invisibili, alcuni dei quali sono brutti e grotteschi, altri malvagi e sciocchi, molti di essi belli, ben al di sopra di qualunque bellezza abbiamo mai veduto! E che quelli belli, non siano troppo distanti quando passeggiam per luoghi ameni, imperturbati
(W.B.Yeats)

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